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Cædmon
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mwcaCædmon (VII secolo680 circa) è stato un poeta anglosassone.

Contents

Note

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Biografia

Cædmon è uno dei primi mwdqpoeti mwdginglesi di cui si abbia notizia.
Pastore di origini anglosassoni presso il mweamonastero di Streonæshalch (mwegWhitby), non aveva ricevuto alcuna educazione sulla cosiddetta “arte della canzone”, ma si crede che abbia imparato a comporre versi una notte, durante un sogno. Più tardi divenne un mwewmonaco zelante e poeta religioso raffinato.

È uno dei dodici poeti mwfqanglosassoni riconosciuti dalle fonti medievali e uno dei pochi di cui sono pervenute tracce biografiche ed esempi di produzione letteraria. La sua storia è narrata nellmwfg'mwfwmwgaHistoria ecclesiastica gentis Anglorum del mwgqVenerabile Beda, che scrisse: «(…) in questo monastero viveva un fratello particolarmente considerevole per la mwgggrazia di Dio, che fu portato a scrivere mwgwversi sacri, così che qualsiasi passo egli traesse dalle mwhaSacre Scritture, lo trasformava in espressioni poetiche in lingua inglese, sua lingua nativa. Versi di tale dolcezza e umiltà, che le menti di molti furono spesso indotte a disprezzare il mondo e mwhqaspirare al Cielo».

L ' Inno di Cædmon

L'unica opera di Cædmon pervenuta fino a noi è il mwkwCædmon's Hymn (Inno di Cædmon), una mwlapreghiera dialettale in nove versi composta in onore di mwlqDio, probabilmente frutto di quel sogno ispiratore. La poesia è uno dei primi esempi accertati di "Old English" ed è anche uno dei primi in lingua germanica.
I 9 versi dellmwlw'mwmaInno sono riportati nella mwmqmwmgHistoria ecclesiastica gentis Anglorum di mwmwBeda in latino, ma nei testimoni di questo testo vengono riportate a margine, oppure sotto il testo, o in alcuni casi nel testo stesso, la versione originale in mwnanorthumbrico o quella in mwnqsassone occidentale.

Fa eccezione un codice conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e risalente all'XI secolo, in cui l'inno è inserito nel corpo del manoscritto, a indicare che già all'epoca l'inglese antico era ritenuta una lingua degna di essere tramandata al pari del latino.cite-ref-1[1]

Il testo dellmwpa'mwpqInno di Cædmon:

Il problema delle varianti

Al V verso troviamo due varianti testuali, presenti entrambe nella tradizione diretta dell'Inno - mwdqaelda barnum ("figli degli uomini") e mwdgeorðan bearnum ("figli della terra") -, mentre la tradizione indiretta, rappresentata dalla traduzione in latino del mwdwVenerabile Beda, riporta mweafiliis hominum ("figli degli uomini"). L'indiscussa autorità di Beda e l'antichità della sua testimonianza hanno talvolta fatto preferire la variante "figli degli uomini" (mweqaelda barnum / mwegylda barnum), che è di ascendenza mwewbiblica ed attestata anche in poesia (per esempio nel mwfamwfqBeowulf), alla variante "figli della terra" (mwfgeorðan bearnum / mwfweordu bearnum), che non è conservata altrove al di fuori dellmwga'mwgqInno. Nel 1946 C.L.Wrenn aveva sostenuto la possibilità di assumere come mwgwmwhalectio difficilior più vicina all'originale la variante "figli della terra" (mwhqeorðan bearnum / mwhgeordu bearnum), e la variante "figli degli uomini" (mwhwaelda barnum / mwiaylda barnum) come una modificazione lessicale suggerita dalla sua associazione con mwiqBeda e con la mwigBibbia.
Secondo la prima delle due ipotesi, il testo viene considerato il prodotto della tradizione latino-cristiana e si scartano le banalizzazioni e le forme che semplificano le espressioni bediane. Secondo l'ipotesi di Wrenn, invece, Beda volle sostituire a espressioni niente affatto ortodosse (come "figli della terra"), espressioni di sicura ascendenza biblica e cristiana ("figli degli uomini"). Un altro esempio può essere considerata la resa in latino di mwjahefaenrīces Uard / mwjqheofonrīces Weard ("Guardiano del regno dei cieli") con mwjgauctorem regni caelestis ("autore, creatore del regno celeste"), che contraddistingue nettamente l'intervento diretto di mwjwDio nella creazione del mondo mwkaex nihilo dall'atto di semplice tutela e salvaguardia di una realtà esterna già esistente.cite-ref-2[2]

Tradizione manoscritta

A differenza della maggior parte dei testi poetici anglosassoni, la cui tradizione manoscritta è molto povera, lmwlw'mwmaInno di Cædmon è preservato in non meno di 17 manoscritti, risalenti ai secoli compresi tra l'VIII e il XV. Dei 17 testimoni esistenti, 4 riportano la versione in northumbrico e i restanti 13 la versione in sassone occidentale. Tra i principali testimoni.

per la versione northumbrica:

• Ms. Kk.V.16 (anche mwnaMoore Bede), Biblioteca dell'mwnqUniversità di Cambridge, mwngCambridge
• Ms. Lat. Q.V.I.18 (anche mwoaLeningrad Bede), Biblioteca pubblica, mwoqSan Pietroburgo
• Ms. 574 [334], Bibliothèque Municipale, mwowDigione
• Cod. lat. 5237, Bibliothèque Nationale, mwpqParigi

per la versione in sassone occidentale:

• Ms. Tanner 10, mwqqBodleian Library, mwqgOxford
• Ms. Cotton Otho B.XI, mwraBritish Museum, mwrqLondra
• Ms. 279, mwrwCorpus Christi College, mwsaOxford
• Ms. K.k.III.18, Biblioteca dell'mwsgUniversità di Cambridge, mwswCambridge
• Ms. 41, mwtqCorpus Christi College, mwtgCambridge
• Ms. Hatton 43, mwuaBodleian Library, mwuqOxford
• Ms. della mwuwCattedrale di Winchester
• Ms. Bodley 163, mwvqBodleian Library, mwvgOxford
• Ms. Lat.31, mwwaLincoln College, mwwqOxford
• Ms. 105, mwwwMagdalen College, mwxaOxford
• Ms. R.5.22, mwxgTrinity College, mwxwCambridge
• Ms. Laud Misc.243, mwyqBodleian Library, mwygOxford
• Ms. P.5.1, Cattedrale di mwzaHereford

Note

cite-note-11. mw0wRedazione, mw1amw1qIncredibile. Scoperto a Roma un manoscritto del IX secolo con la più antica copia del primo poema in inglese antico: la storia di Caedmon (l'originale è andato disperso ed è leggenda), il mandriano analfabeta che lo compose in sogno, su mw1gStile Arte - Archeologia, Arte Antica e Contemporanea, 2 maggio 2026. mw1wURL consultato il 3 maggio 2026.
cite-note-22. mw2wAnna Maria Luiselli Fadda, mw3aTradizioni manoscritte e critica del testo nel Medioevo germanico, Bari, Laterza, 1994.

Bibliografia

• princi1988Princi Braccini, G. 1988. mw4aL'Inno di Caedmon e la sua leggenda. Una bibliografia annotata. (Quaderni dell'Istituto di Linguistica dell'Università di Urbino; 5) Urbino: I-XII, 1-151.
• princi1989Princi Braccini, G. 1989. "Creazione dell'uomo o destino dell'uomo? Due ipotesi per mw4gfirum foldan (mw4wInno di Caedmon v. 9)". mw5aStudi Medievali, s. 3, XXX: 65-142.

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• Wikisource
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• Wikisource contiene una pagina dedicata a Cædmon
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Collegamenti esterni

• citerefenciclopedia-italianaAldo Ricci, CÆDMON, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefsapere-itCaedmon, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Caedmon, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefmlolOpere di Cædmon, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Cædmon, su LibriVox.
• citerefarlima(FR) Bibliografia su Cædmon, su Les Archives de littérature du Moyen Âge.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Cædmon, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• (EN) Cædmon, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.